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Bryan Grey Yambao, fashion blogger al maschile

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Vi dice nulla il nome Bryanboy? Se così non fosse, è il caso di presentarvelo. Brian Grey Yambao, infatti, è il simbolo del fashion blogger al maschile. Classe 1981, Bryan ha iniziato a postare i suoi look online nel 2005, a soli ventiquattro anni ed oggi è conosciuto in tutto il mondo come uno tra i più grandi rappresentanti dei fashion blogger uomini.

Bryanboy: il suo background

Bryan Grey Yambao è filippino e la sua attività principale, prima di iniziare il suo percorso nel mondo della moda, è quella di web developer. Inizia a scrivere nel 2004, quando ancora viveva con i suoi genitori.  Il suo blog – Fashion Blogger Bryanboy – ha vinto nel 2007 il Philippine Blog Award for Best Fashion & Lifestyle Blog e da quel momento in poi la sua platea è cresciuta sempre di più, diventando uno dei punti di riferimento nonché uno dei pionieri del fashion blogging. Il suo blog infatti, ad oggi, conta quasi un milione e mezzo di visite al mese!

Il New York Post lo ha definito una delle celebrità di internet più hot, ed il suo blog è stato spesso definito “uno dei più spiritosi e bisbetici della blogosfera“, risultando perciò anche molto coinvolgente nella lettura. Tra i suoi followers non mancano celebrities come Tanya Dziahileva, Rachel Clark e Marc Jacobs, per il quale Bryan pubblicò un videopost intitolato “Leave Marc Jacobs Alone“. Così, nel 2009, fece capolino in prima fila ad una sfilata di Marc Jacobs e sebbene non fosse un famoso designer era già una personalità ben conosciuta da decine di migliaia di persone in giro per il web, con la sua figura alta e slanciata ed il suo volto androgino. Il suo blog è nato ben prima di quello della sua collega Chiara Ferragni, essendo così uno dei primi fashion blog in circolazione.

Amicizie tra celebrities

Bryanboy conta numerose amicizie con molte celebrità e soprattutto grandi nomi dell’industria della moda, come ad esempio Stefano Gabbana (non è difficile infatti trovare scambi di tweet tra i due dove si salutano, congratulandosi l’un l’altro per i propri lavori o anche semplicemente scambiandosi saluti amichevoli), e più volte ha difeso Anna Wintour, famosa giornalista di moda e dal 1988 direttrice di Vogue. Definita da tanti gelida nelle maniere e poco simpatica, ha avuto la “difesa” di Bryan che ha raccontato come è nata la loro amicizia. Ha sostenuto di averla fermata dopo essersi incontrati ad un evento pubblico e Bryan l’aveva ringraziata per aver concesso la partecipazione al numero di marzo di Vogue, sostenendo che lei fu molto calorosa nel ringraziarlo a sua volta e che non era per nulla la persona gelida e scostante che tutti dipingevano.

Collaborazioni e non solo: la signature pose di Bryanboy

Numerose sono state anche le collaborazioni con vari marchi di abbigliamento; Bryanboy, infatti, ha partecipato alla collezione autunno/inverno di H&M nel 2010. Il ragazzo ha anche partecipato alla diciannovesima edizione di America’s Next Top Model – il famoso show condotto da Tyra Banks iniziato nel 2003 e che conta oggi ben ventiquattro edizioni – come social media correspondant.

Bryanboy è seguito ed amato da fans fedelissimi! Non è raro, infatti, trovare foto dei suoi fan che imitano la sua canonica posa – fianchi piegati e borsa alla mano, su un braccio steso verso l’alto, come a volerla mostrare al mondo intero – o con scritte fatte a mano sul corpo che recitano “I love Bryanboy”. Proprio quest’ultima, infatti, è diventata la sua firma ed è stata utilizzata in due diverse campagne Fendi del 2006.

Gossip e controversie

Ma nemmeno Bryanboy è stato immune al gossip: nel 2012 infatti, il Rogue Magazine lanciò un articolo che diceva che Bryan aveva partecipato alla creazione del sito di pettegolezzi ChikaTime ma che, soprattutto, non si sapesse come Bryan potesse spendere così tanti soldi date le sue umili origini e che potesse esserseli guadagnati, dunque, illecitamente.

Inoltre, proprio l’amato Vogue nel 2016 pubblicò un articolo non propriamente contro di lui ma contro il lavoro di fashion bloggers; a queste critiche Bryan rispose che si trattava di “puro e semplice bullismo“, accompagnato da Susie Bubble che sosteneva che “un fashion blogger che indossa capi firmati per farsi pagare e far ottenere visibilità ad un brand non ha poi regole molto diverse da quelle di un magazine di moda che pubblica editoriali con la stessa modalità – il fashion blogger, però, non poteva nascondersi dietro nomi e titoli prestigiosi”, proprio come quello di Vogue.

Insomma, Bryanboy ha avuto forza e coraggio da vendere e conta oggi un fatturato di circa 100.000$ l’anno, ma è tutto studiato e soprattutto meritato! Attualmente, vive e lavora a Stoccolma con suo marito ed il suo blog continua ad essere uno dei più seguiti ed amati dagli amanti della moda da tutto il mondo.